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Dirittoalgioco.it

A promozione della cultura ludica partecipata ed inclusiva

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ATTIVITA' DI ANIMAZIONE URBANA

iniziative per le scuole e le famiglie che, in altri luoghi della città o nel forese riproducono in piccolo quanto si svilupperà nell’evento culmine, agendo il diritto a praticare il gioco in strada, in piazza, nel - parco e giardini pubblici e privati diritto al gioco ingrandimento

In passato, le attività centrate su iniziative di animazione urbana ed extra-urbana realizzate durante le diverse edizioni del progetto sono state molteplici e andavano anche a supporto di tutti quei soggetti organizzati e non, singoli o gruppi formali ed informali, che già erano orientati a questo (come le feste dei vicini). Considerare quindi anche quegli eventi non specificatamente orientati alla Festa del gioco, ma che per affinità di obiettivi, linguaggi, facilmente diventavano occasioni per collaborare e fare rete, per supportare reciprocamente interessi comuni ma che si attuavano in tempi e luoghi diversi. Tutti questi contesti di comunità sono sensibili e sono già capaci di comprendere la portata ed il valore per la comunità locale di giocare all’aperto in luoghi che potrebbero essere tali anche nella normalità, del fare cioè dell'odierna straordinarietà di un evento di animazione ludica non più un re-make del passato (fortunatamente ancora non cosi' lontano nel tempo da poter essere ricordato dai genitori di oggi nelle loro avventure d'infanzia).
Sono eventi importanti anche per la loro portata simbolica, soprattutto per quel che riguarda la “riappropriazione di spazi pubblici” anche in funzione del libero (non programmato da altri) incontro e del gioco, di sottrazione di spazi all’automobile, di reintegrazione della strada - o altri luoghi non caratterizzati per la funzione produttiva - come luogo con possibilità educative, di riconoscimento della necessità che gli adulti dedichino più impegno affinchè il gioco libero (libero dalla presenza guida degli adulti) torni ad essere dominio dei *gruppi gioco.

growing up in the playground ingrandimento
il libro di Andy racconta di una delle prime ricerche che sono state fatte in luoghi di gioco quali i giardini scolastici, durante la ricreazione (quando queste avevano una durata di un'ora dopo i pasti), ed in esse era possibile osservare interagire documentare con foto e registratore vocale, azioni interazioni discorsi dei bambini/e al serio lavoro del gioco. In questa memoria della cultura dei bambini/e durante il loro giocare, emerge l'ordine nell'apparente caos del giocare, fatto non tanto di regole del gioco ma di interazioni tese a giocare, definire e risolvere problemi di natura prevalentemente socio-relazionale e con il mondo delle cose, tanto che può essere un vero e proprio curricolo parallelo alla scuola formale, anzi, di cui non si sa se l'anticipa e prepara o se lo sviluppa ulteriormente; e non importa se tutto ciò si svolgeva in un contesto inglese o di altra nazione, questo c'è lo ha già insegnato GZF con il suo Manifesto - universale - dei Diritti Naturali dei bimbi e bimbe.
E comunque, il vero pregio del libro, è quello di restituire una volta in più "il flavor" della fanciullezza, di imparare a riconoscerla

L'autonoma ricomparsa dei gruppi gioco, di queste strutture di socialità urbana informali (e che anche sfuggono al controllo degli adulti) DEI bambini/e, potrebbero essere giudicate come un importante fattore di salubrità dell'ambiente urbano, di un ambiente città che torna ad essere amico dei più piccoli, e non li reclude in "isole giardino", e nei tanti altri luoghi fatti PER loro. E' con i gruppi gioco che il gioco ed il giocare (con tutto quel suo ampio alone di attività di interazione che anticipano, si svolgono durante e nel suo dopo dell'atto ludico) torna ad essere riconosciuto essenziale per lo sviluppo emotivo, affettivo, sociale, fisico e mentale delle nuove generazioni, alla stregua dei corsi orientati su specifici interessi e competenze ma che hanno comunque l'adulto al centro.
O vogliamo immaginare una società in cui tutto è solamente progettato programmato dagli adulti PER i bambini/e?
Se una tale cosa accadesse - e purtroppo non siamo lontano da questo - sarebbe la prima volta nell'intera storia del genere umano che ciò si verifichi.

Dunque servono adulti che si impegnano a "liberare il gioco" ed il giocare, a restituire spazi e tempi, generare occasioni e situazioni per il riapparire del giocare là dove esso non c'è più e che invece era consueto che ci fosse, sottrarsi al pensiero colonizzatore che vuole rinchiudere i bambini/e in luoghi predefiniti dagli adulti con attività pre costituite a priori. A forza di circoscrivere i luoghi finiremo per portare i bambini in una bacheca del museo.
Nell'orizzonte, vorremmo adulti capaci di concepire una propria auto-limitazione, una diversa concezione dell'infanzia - e dell'adulto - la possiamo trovare nelle scoperte della scienza della nuova sociologia dell'infanzia, che offre le testimonianze che si riallacciano alle proprie memorie di infanzia.
Si cita un libro su tutti, che può illuminare e meglio fare comprendere il senso del gioco, del giocare, del suo alone nel contesto dell'infanzia e fanciullezza, un libro che è stato tra i primi ad assumere il punto di vista dei bambini/e sul mondo, nella ricerca di Andy Sluckin dal titolo "Growing up in the playground - the social development of children", 1981.

Tornando al nostro piccolo sperimentare, alcune iniziative sempre restando di carattere circoscritto e pre-definito nel numero dei partecipanti coinvolti si avviano ad aprile, e le seconde, che sono anche più di carattere pubblico fanno parte delle tante iniziative che vengono listate nei depliant promozionali del mese di maggio, caratterizzando questo come del “Maggio in gioco”. Ad ogni anno ne è testimonianza la Mappa generale del progetto che evidenzia la portata del coinvolgimento - vedi la mappa aggiornata al 10 gennaio 2018
Nelle seconde fanno parte anche una serie di “iniziative intercettate” nel territorio, cioè di quelle iniziative di cui si viene a conoscenza perché la rete del Progetto è estesa e accade il passaggio di parola, o che facilmente funziona da catalizzante, oppure perché le varie organizzazioni del territorio arrivano ad intercedere con le istituzioni (per questioni di permessi o di promozione facilitata per accordi di partecipazione e/o compartecipazione) e queste avviano mediazioni, per fare conoscere la possibilità di aggregarsi, che fino ad oggi sono andate sempre a buon fine mettendo le premesse per un avvio di relazioni nuove.
Di fatto, se ognuno/a parcellizzasse le risorse del territorio non si potrebbero mai determinare quelle condizioni affinchè l’addizione dei tanti diversi attorno allo stesso tavolo, non corrisponde ad una somma ma ad una grande sorpresa, come credo che si possa definire il progetto della “Festa del diritto al gioco”, concreto esempio di economia solidale molto orientata al dono.

- La festa del vicinato in Via Don Minzoni - giocare in strada giocare con la comunità
- La piccola festa del gioco in area verde di via Capodistriagirnadole e sorrisi collegamento
- Uno sciame di biciclette - laboratorio di costruzione di girandole o generatori di sorrisi
- Lanterne da passeggio - evento parte del programma internazionale M'illumino di meno
- Arti in gioco - diverse edizioni, riappropriarsi di un parcheggio almeno la domenica
- Parco Jhon Lennon - Festa dei giochi all'aperto e da cortile
- Giocare alla Rocca Brancaleone - sostenere l'impegno dell'Amata brancaleone
- Festa del decennale della Moschea Attiqua - avvicinare i residenti ai fedeli, al di là della religione e del background culturale

 

LE ATTIVITA' DEL PROGETTO DELLA FESTA DEL DIRITTO AL GIOCO DI RAVENNA SI DISTINGUONO IN: attività organizzative; attività di animazione urbana; attività di costruzione di risorse ludiche; attività di laboratorio a promozione dei diritti e del protagonismo dell'infanzia; attività di carattere culturale e formativo; attività collegate al centro aggregazione giovanile Quake; attività specifiche che vengono "giocate" alla Festa.

Per una visione di quanto si sta preparando per questo mese di "maggio in gioco" e della Festa del 27 maggio 2017, vedere la Mappa generale aggiornata al 18 maggio 2018

 

giocare ocn le catapulte in strada
* gruppi gioco
organizzazioni informali di bambini/e, che hanno un luogo di ritrovo, e che reiterano nel tempo e spesso il loro frequentarsi, nelle tante forme di interagire - quali il giocare - costruendo gradualmente una propria cultura, in maniera auto regolata e auto diretta