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GIOCARE E COSTRUIRE CON GLI OPERATORI DELLA COOP. PROGETTO CRESCITA

il “Fai da te” dei giocattoli costruiti sul prato - la manica a vento, labirinti di cartone, il canestrinogiocare cn la mega palla ingrandimento

Per tre anni di seguito si è riusciti a beneficiare della presenza di un gruppetto di educatori della cooperativa Progetto Crescita e Consorzio Selenia, coinvolti sia al Tavolo inter associativo di progettazione e sia durante tre edizioni della Festa. Le proposte da loro effettuate alla Festa sono state attuate sotto la forma del laboratorio e del gioco organizzato sul prato.

2014 - Biglie e canestrini
Valido contributo alla promozione del gioco modello “fai da te” è stato predisposto dai due operatori della cooperativa Progetto Crescita che si sono appostati all’ombra dell’ampio cappello offerto da un pino maestro, adiacenti al sentierino principale del parco. Attrezzati di tavolo a supporto del laboratorio di costruzione di un giocattolo della tradizione fatto con materiali della contemporaneità, come il canestrino (o bilboquet, cup and ball), e di un grande tappeto disposto sull'erba, su cui molti giocatori e giocatrici giocavano in contemporanea con i “Bigliodromi di cartone”, sperimentando unoesce quadro ingrandimento giocattolo del “fai da te” un po’ più complesso del precedente, portando avanti quanto iniziato in un momento formativo qualche tempo prima (vedi la pagina per suggerimenti su come costruire il bigliodromo labirinto di cartone).

I “Bigliodromi di cartone” sono una vera novità, che derivano sempre dalla tradizione, come per il “Canestrino”, ma che sono stati il frutto di una bella intuizione creativa sviluppata una decina di anni fa all'interno del servizio di Pre e Post scuola, e che ha avuto un suo posto d’onore anche al “Giocattolo museo”, riconosciuto da Baldazar (che nella stessa edizione della Festa, intanto operava con i suo bigliodromi artistici in altro luogo del parco) nella stanza del Centro La Lucertola attrezzata dal suo originale artefice Roberto Papetti.

tappeto e bigliodromi di cartone ingrandimento dario al labirinto di cartone ingrandimento federico ingrandimento laboratorio ingrandimento canestrino ingrandimento


Questi intricati labirinti di cartone sono “un invito accessibile ad operare con le mani anche in casa”, affinchè tutti e tutte possano in autonomia costruirseli in un luogo che spesso non trova più la casetta degli attrezzi del babbo come poteva ancora essere per una quindicina di anni fa, in cui prevalentemente gli uomini di casa avevano a domicilio, ma più spesso in garage, praticando con dimestichezza l’occorrente per il bricolage e per aggiustare quello che si rompeva tra le mura – di conseguenza, divenendo modelli da emulare, iniziatori del “fai da te” della prole.

Sia con il gioco del canestrino che quello dei Bigliodromi di cartone i frequentatori hanno potuto mettere alla prova le abilità oculo-manuali, competendo con se stessi prevalentemente, ma anche ideando sul posto forme di competizione con l'altro/a. Certo, erano competizioni che avevano come valido premio quello del divertirsi con poco, o del dimostrare a se stessi con orgoglio che si avevano acquisto abilità, e di pari passo la sfida con gli altri e le altre che convenivano nelle regole della gara.

lia ingrandimento marco ingrandimento

2015 - Marco e Lia - le postazioni ludiche della multi sensorialità
Marco e Lia si sono affacciati per la prima volta alla Festa facendo sin da subito un'ottima riuscita. Entrambi operatori di centri educativi del Consorzio Selenia, hanno saputo predisporre in completa autonomia un ricco luogo di gioco sul prato con multi scelte, tutte centrate sulla sperimentazione sensoriale con l’aggiunta di risultare veramente a bassissimo impatto ambientale, dimostrando di avere bene compreso il senso del limite che c'è nelle cose e di come queste diventino ben presto risorsa infinita se approcciate con viva creatività e padronanza tecnica.
Quell’anno sono stati due i generi di proposte predisposte: i giochi sensoriali e la piccola mostra.
Ciascun gioco mirava all'esercizio di una specifica sensorialità: l'udito con il classico “gioco del telefono”, l'esercizio dell’oculo-manualità con il gioco del “Canestro nella mastella”, così pure per il gioco della campana con la palla per “Centrare i birilli”, e il tatto fine con le scatole “intuisci cosa c'è dentro”.
Tutti questi giochi sono stati realizzati precedentemente nei centri educativi a cui hanno partecipato i vari residenti.

palla gigante ingrandimento centrare i birilli ingrandimento canestro nella mastella ingrandimento telefonos enza fili ingrandimento scatole sensoriali ingrandimento
giocare con i sensi e giocattoli della tradizione

La mostra riguardava di una selezione di opere artistiche realizzate con e dai ragazzi e ragazze dei centri educativi del Consorzio Selenia, allestita in forma estemporanea nel parco avendo gli alberi del parco come strutture di supporto.
Essa aveva come tema “l'acqua”, e per la realizzazione delle opere si sono applicate di una molteplicità e di varie tecniche espressive e plastiche accessibili, veramente alla portata di tutti/e. Attraverso questa differenziazione metodologica e didattica si è potuto dare testimonianza di inclusione, permettendo a ragazzi/e con disabilità e/o alternativamente abili di esprimersi, comunicare messaggi, nonchè ottenere risultati apprezzabili anche sul profilo estetico artistico.
Alla tecnica del mosaico con tessere classiche si sono associati altri materiali, mischiando sfondi diversi, applicando il collage e la plasticità tridimensionale di oggetti veri a cui si è data altra funzione (diversa da quella per cui sono stati usati una volta e poi gettati), e poi le immagini ritagliate, i fili di lana, il disegno su carta applicato con colla... insomma, direi "la tecnica della non tecnica".

quadro ingrandimento quadro a mosaico ingrandimento quadro ingrandimento quadro al parco ingrandimento fili di lana nel quadro ingrandimento

La semplicità di tutto quanto è stato predisposto, assieme alla sua visibilità, hanno attratto e permesso ai frequentatori di giocare in maniera facilmente autonoma, in cui chi iniziava il gioco poi lo passava a chi veniva dopo di lui o lei, senza una necessaria presenza dell'adulto.

quadro ingrandimento quadro ingrandimento quadro nel televisore ingrandiemnto

Senza dubbio, i genitori che sono passati di lì hanno avuto una grande occasione di apprezzare come con poco si possa ottenere tanto, come del resto per la gran parte delle altre attività si è dato testimonianza di sobrietà e creatività per riorganizzare giochi tradizionali ed inventati, senza l'uso a tecnologia software.

2016 – Federico alle Maniche a vento e Lia al Twister
Come per l’anno precedente, Federico si è impegnato al tavolo delle laboratorio di costruzione del giocattolo portando avanti quanto gli era stato passato in un momento formativo: la manica a vento. Su di un tavolo in cui abbondavano materiali e strumenti gli operatori adulti si sono affaccendati ad assemblare le parti principali del giocattolo, mentre i/le bambini/e sceglievano colori e opportunità per decorare, personalizzare il giocattolo. E poi liberi per le corse con le maniche a vento che le si guarda ballonzolare da dietro le spalle!

al tavolo del laboratorio ingrandimento
maniche a vento ingrandimento
LA COSTRUZIONE DELLA MANICA A VENTO
Questo giocattolo necessita di un materiale principale di supporto per realizzare il “tubo”, o la manica, e solitamente si usa un rettangolo di carta velina (che la si può comperare in abbondanza di colori), ma se la si vuole realizzare più robusta vanno benissimo ritagli regolari recuperati dai sacchi della spazzatura. Perciò, piazzate il vostro rettangolo di carta velina su di un tavolo, sgombero da altri oggetti e seguite questa sequenza di azioni.
1 - Rinforzate uno dei due bordi con una striscia di cartoncino bristol, applicata in piano (incollata sul bordo corto del rettagolo di carta velina, o di altro materiale) per tutta la sua lunghezza. Questo serve a preparare una fase successiva, o realizzazione della "bocca" della manica/tubo (infatti, l'ingresso della manica a vento deve essere più robusto e anche garantire che l'aria vi possa entrare senza ostacoli).
2 - A questo punto, delle decorazioni possono essere aggiunte al rettangolo, usando colla stick e ritagli di carta velina di altro colore, con cui vivido sia il contrasto o le sfumature.
colla sulla striscia di cartoncino ingrandimento
3 - Quindi, restando su di un piano, con abbondante spazio di manovra, ed incollando tra loro i due lati lunghi del rettangolo si ottiene il "tubo" o manica. Essendo il materiale principale della carta velina, l'adesione è garantita anche se si usa una colla stick, oppure dosate/usate solo "un sottile filo" di colla liquida (anche perchè se fosse troppo liquida la carta velina rilascerebbe del colore).
4 - Quando si ha il "tubo" provvisto di una "bocca rinforzata" (uno dei due lati della manica) e di decorazioni si è a buon punto per aggiungere la "briglia", un supporto fatto di spago per poter tenere la manica a vento, poterla legare ad un bastone o altra cosa perchè si permetta di piantarla a terra o portarla a spasso, esibendola.
Operate sul bordo dell'ingresso della manica che ha il rinforzo fatto con una striscia di cartoncino bristol, eseguendo 2 o 4 fori, per poi farvi passare la briglia - una lunghezza di spago di non oltre un metro.
5 - Invece, sull’altro lato del "tubo" si realizzano una serie di tagli perpendicolari al bordo, per poter ottenere delle frange.
Portandoselo dietro, con questo giocattolo si corre con grande gioia, anche per vederlo muoversi alla corrente, apprezzando un “sentire” nelle mani la “presa” in cui va la corrente d’aria che passa nella manica, che la gonfia e la sospinge. Anche restando fermi il giocattolo offre spunti di esplorazione del mondo: guardando il filtrare dei raggi di luce tra il tessuto e le decorazioni della manica.
giorgia e la manica a vento ingrandimento

 




La manica a vento può essere "giocata" in vari modi. Ad esempio può essere lanciata tramite le briglie e se c’è un po’ di vento, essa scivola per una buona lunghezza sull’aria, prima di accasciarsi lievemente a terra. Oppure vi si può legare un bastone alla briglia, aumentando notevolmente la possibilità di “sventolare” l’oggetto attorno a se.
Maniche a vento possono essere legate a pali piantati a terra, per apprezzare la brezza d’aria che le solleva e ne permette di rilevare la direzione del vento. Tante maniche a vento affiancate l'una all'altra, generano un bel momento estetico, una leggera installazione.

mano e colore ingrandimento
TWISTER - E' da rievocare il fatto che, all'uscita del gioco (1969, inventato da Foley/Rabens, USA), esso ebbe subito molto successo, tanto che i rivali tentarono di sminuire questo successo facendo circolare la voce che il gioco del Twister era stato inventato per diffondere "il sesso in una scatola".
Questo successo era anche dipeso dal fatto che era stato il primo gioco in scatola nella storia che usava il corpo umano. Questo inizialmente era stato giudicato un possibile causa di fallimento, perchè chiedeva agli adulti di "esporsi". Fu invece con la trasmissione televisiva "Tonight Show" che il gioco divenne molto popolare e nel suo primo anno di rilascio nei negozi, se ne vendettero ben 3 milioni di copie. Nello show televisivo erano stati invitati famosi attori tra cui la bella Eva Gabor, il gioco fece come di norma, intrecciare i corpi dei vari giocatori, e questo divenne uno storico hit in tv.
L'ilare facile eccitazione dovuta al giocare assieme a partire dai corpi, assieme all'estrema semplicità del design del gioco ne deputò il successo in tutto il mondo, a tutt'oggi.
dischi giganti ingrandimento
giocando a twist ingrandimento

GIOCARE CON IL TWISTER
Con la precisione e cura per il dettaglio che la contraddistingue, Lia ha “attrezzato” l’area del parco a lei assegnata, predisponendo un cornice di lavoro visibile ed conducendo con tatto e sensibilità verso la relazione con l’infanzia, il gioco del Twister adattato al prato, dimostrando come una semplice idea poteva tradursi in un efficace attrattiva.

Molte bambine e bambini si sono succedute/i in quel fazzoletto di area del parco attrezzato con un tabellone e due bussole per sperimentarsi nella destrezza e fortuna tipiche del gioco del Twister ,(in origine e tradizionalmente considerato un gioco da party in casa).

Questo gioco richiedeva ai partecipanti (due, massimo quattro per volta) di adattare posizioni corporee ad "istruzioni" impartite da un altro partecipante, che aveva il compito di attivare "due bussole", una dei colori (quelli usati sul tabellone) e l'altra dell'uso di mani e piedi (destro e sinistro).

Come mostrano chiaramente le immagini, questo gioco impone ai giocatori/e di "socializzare senza volerlo" attraverso il contatto tra i corpi, trovando inconsuete, difficili anche, stazioni corporee da mantenere, posizioni di reciproco mutuo supporto ed "intrecci" per non cadere, con cui tentare di resistere alla forza di gravità - con accanito esercizio dell'equilibrio e del controllo corporeo - e alle "istruzioni delle bussole".

Anche per questa edizione, Lia ha predisposto un parziale display di opere realizzate nei centri educativi, per un’estemporanea dal titolo "Diversamente Aria, una prospettiva insolita sull'aria", che aveva sempre come protagonisti ragazzi e ragazze portatori di varie disabilità, che sono stati impegnati in generare opere artistiche ricorrendo a diversificate tecniche e materiali espressivi tra gli alberi