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laboratorio Matisse a preparazione del Lenzuola Labirinto www.dirittoalgioco.it

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LABORATORIO DI COSTRUZIONE DEL LABIRINTO MATISSE

il "labirinto di lenzuola" - preparare risorse ludiche nei doposcuola Arci e di Città Meticciamantenere le lenzuola

Questo laboratorio è stato realizzato all'interno dei due dopo-scuola dell'Arci (alla scuola Ricci-Muratori e Pasini) e Città Meticcia, al fine sia di coinvolgere il territorio per realizzare risorse ludiche per la Festa (ed altri eventi pubblici per le famiglie in città che la precedono), e sia per promuovere la stessa direttamente a bambini/e che non abitano il quartiere Darsena. L'arricchimento giunge attraverso la stampa su delle lenzuola per decorarle ispirandosi a quanto fu caratteristico dell'artista francese Henry Matisse (noto per i suo "dipingere con le forbici") nella sua ultima parte di vita.

Queste lenzuola, una volta raggiunto un certo numero, permetteranno di creare uno "sfondo ludico", che abbiamo chiamato "Labirinto Matisse", un utile stimolo del gioco libero.rincorrersi nella simulazione del labirinto

In sequenza, le attività realizzate nei laboratori sono state varie:
- una breve presentazione;
- il gioco con le lenzuola (che simula quanto sarà realizzato alla Festa);
- il laboratorio con il colore per lasciare impronte stile "Matissiano"
- la conoscenza dell'artista via narrazione.

LA PRESENTAZIONE - In cerchio ci si presenta reciprocamente in modo simpatico, e si introduce al gruppo dei bambini/e il percorso di attività - che impegnerà il gruppo per due o tre incontri, ricorrendo sia all'uso della pittura a tempera liquida e sia alle lenzuola bianche (raccolte per l'occasione in grande quantità, facendo visita a tutti i punti di smercio di indumenti usati della città).

IL GIOCO IN CORTILE - Dopo la presentazione si avvia il gioco nel giardino scolastico, nell'intento di simulare quanto si farà alla Festa, di riprodurre in piccolo lo sfondo ludico del Labirinto di lenzuola o Labirinto Matisse.

All'inizio si è chiesto al gruppo di aprire e stendere le lenzuola sul prato; e successivamente di disporsi in un grande cerchio, liberando le mani. Si è quindi chiesto ad ogni partecipante di impugnare lembi di uno o due lenzuola, creando tutti assieme una catena/rete con quelle impugnate dagli altri/e.
In breve tempo, questo ha portato a creare una struttura (o sfondo ludico) in cui giocare semplici proposte di gioco tradizionale e non.
E' la simulazione di quanto è poi avvenuto alla Festa, solo che in essa ed al posto delle persone che sostengono le lenzuola, si sono utilizzati degli alberi, con corde tese a cui appendere le lenzuola (tramite le classiche mollette).

Una volta che "la struttura labirinto" ludica è stata costruita, si è chiesto a due persone volontarie di entrare e avviare il gioco del "Gatto e il topo", cioè di un gioco tradizionale ben noto a tutti/e.
Ai giocatori è stato cioè chiesto di adeguare qualcosa di noto all'interno di un contesto ludico insolito (il labirinto fatto di lenzuola sostenute dai compagni di gioco).
Nell'azione ludica, mentre due persone (il gatto ed il topo) si sono rincorse per acchiapparsi reciprocamente, gli altri/e giocatori/giocatrici concorrevano mantenendo la struttura di gioco.
La loro partecipazione è stata poi rinforzata liberando la possibilità di avere “mura del labirinto mobili” (le mura-lenzuola del labirinto non sono fisse e stabili, ma chi le mantiene ha generato delle varianti che hanno obbligano chi scappa e chi rincorre a nuovi inaspettati, insoliti, schemi di movimento).

Le “lenzuola mura” hanno anche il vantaggio di essere altamente innocue, ma piacevoli con cui imbattersi.
Poi, anche per avvantaggiare la partecipazione in contemporanea al gioco di più persone con un ruolo, si sono fatti giocare più topi con un gatto che gli dà la caccia.

LABORATORIO CON IL COLORE - Finito di giocare, si è rientrati in aula e si è predisposto l'insieme dei materiali e degli strumenti per il laboratorio di “stampa”, ricorrendo alla classica tecnica degli stencil:
- telo impermeabile verde a terra;
- lenzuola aperto sopra;vestizione
- colore acrilico in varie tonalità disponibile per tutti/e in abbondanza e nei piatti;
- tamponi in spugna
- rotolo di carta assorbente per pulirsi
- grembiulini e guanti in lattice per tutti... e operare da scalzi

Mostrando, l'adulto ha dato le istruzioni sul come usare efficacemente il colore e gli strumenti per lasciare "impronte di colore" sul lenzuolo bianco.
Si è mostrato come usare il tampone di spugna sulla “mascherina” (con azioni di pressione dall'alto verso il basso, in linea verticale solamente).
Si sono mostrati i diversi disegni di mascherine (foglie, esseri umani, fiori, gabbiani e altro riconducibile al design di Matisse).
Si è indotto all'unica vera importante regola: mai mischiare i colori ma mantenerli separati all'interno dei diversi piatti. Possibilmente fare altrettanto con le spugne e le mascherine.

Molto importante "la vestizione": dotare i bambini/e di "grembiulino impermeabile", realizzato con un semplice sacchetto della spazzatura robusto, a cui sono stati fatti fori per le braccia e la testa; si è anche chiesto a presenti di togliere le scarpe, affinchè l'attività risultasse più "soffice possibile", anche per evitare che si cammini con le scarpe sul colore fresco e che in questo modo "si porti in giro l'impronta" nella stanza.

esemplificazione ingrandimento
impronte con la mascherina ingrandimento
sollevare ingrandimento
azione singola ingrandimento
esemplificazione di gruppo ingrandimento
amiche ingrandiemnto impronte ingrandiemnto gruppo ingrandimento lenzuolo ingrandimento telo e colori ingrandiemento

Dopo essersi vestiti, avere indossato i guanti e tolte le scarpe, si è dato il via all'azione di "stampa", e si è seguito il gruppo approcciando i suoi componenti individualmente.

Per alcuni dei componenti, si è notato che era difficile comprendere la differenza tra "negativo e positivo" della mascherina: quello che è il ritaglio della forma, e quello che resta del ritaglio senza la forma interna (cioè una cornice con il vuoto).
Si è così osservato che - nonostante lo si sia mostrato e spiegato - alcuni bambini/e continuavano a premere il tampone sulla parte non ritagliata della mascherina (sulla plastica), anziché sul suo "vuoto"; e come risultato si aveva che – quando sollevavano la mascherina dalle lenzuola - non vedevano alcuna traccia di colore sul tessuto, perché tutto il colore era stato piazzato sulla plastica e non sul suo contorno o sul suo vuoto.
Probabilmente sarebbe stato necessario fare sperimentare la tecnica su altra stoffa, quelle delle "prove" prima di passare direttamente sul lenzuolo.
In generale, con vivo fervore tutti/e si sono approcciati a l'uso di questa tecnica, agendo individualmente o in accordo con altri.

Procedendo con uno o due lenzuola per volta, e terminata l'azione, si è registrata molta soddisfazione nell'osservare le proprie ed l'altrui tracce, il risultato generale: il lenzuolo “matissiano”.

colori

Ricordando le parole di Sabina, quando al centro di aggregazione di Città Meticcia nell'aprile del 2015 ha presentato per la prima volta l'idea: “Non è facile mettere radici nella vita, ci sono tante cose da imparare ... ricordo da bambina uno dei giochi più belli, ma ahimè proibiti: correre tra le lenzuola stese ad asciugare.
Nell'antichità il labirinto ha una connotazione quasi archetipica e iniziatica: perdersi fa parte del rischio ma in palio ci sono sempre grandi soddisfazioni, compresa anche la consapevolezza della propria paura.
Così la nostra personale iniziazione comincia con una idea e finisce con la costruzione di un gioco di tutti. "labirinto dei lenzuoli", come simbolo e incentivo di ricerca giocosa, di smarrimento voluto per poi ritrovare la strada, di divertimento a nascondersi e molto altro ancora!”.