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A promozione della cultura ludica partecipata ed inclusiva

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Presentazione

che cos'è il progetto della Festa del diritto al gioco di Ravenna ed i suoi obiettivi

Il progetto della Festa del diritto al gioco, che da cinque anni a questa parte trova sviluppo a Ravenna, è frutto di una co-costruzione di rete, di un processo partecipativo che si avvia a settembre dell’anno precedente fino al maggio dell’anno successivo, promuovendo eventi sul tema del gioco in più luoghi della città (con molteplici eventi pubblici), che gradualmente portano a definire i contenuti della Festa stessa, presa come culmine di un percorso che si conclude ad ogni fine maggio.
Ad oggi, questa co-costruzione del progetto è frutto di un Tavolo inter-associativo (che opera per scelte di indirizzo, fino a definire schemi di lavoro generali), e di un successivo tavolo allargato (per l'organizzazione e realizzazione della Festa).

Dall'anno scorso ci siamo sentiti piacevolmente riconosciuti e compiaciuti nel ricevere anche la compartecipazione alle spese da parte del Comune di Ravenna, assessorato Pubblica istruzione e infanzia che, affianco al continuativo supporto di tipo organizzativo e promozionale offerto da varie Istituzioni, ha non poco facilitato l'impegno del Tavolo alla realizzazione del fitto programma di eventi che anticipano la Festa e la Festa stessa.cartellos tradale attenzione bambini Bertinoro

Negli anni si sono venuti ad affinare gli obiettivi su cui si punta l’attenzione:
- la sensibilizzazione al valore e pratica del diritto al gioco (mirato all'inclusività sociale e praticato all'aperto);
- di protagonismo e partecipazione delle diverse fasce d’età;
- di promozione del confronto/conoscenza tra culture ludiche “altre” e locali (coniugando intercultura e memoria del territorio);
- di accessibilità ed inclusività ai luoghi di gioco.

In primis, l’orizzonte culturale su cui ci si è sintonizzati, è quanto espresso dalla Convenzione UN dei diritti dei bambini/e ed adolescenti che, assieme al Manifsto dei diritti naturali di Gianfranco Zavalloni, disegnano lo sfondo su cui muoversi; nonché un documento locale che è frutto di un'indagine sugli “Ostacoli al gioco all'aperto”, così come sono stati definiti dai bambini/e. Vi è un altro strumento culturale ed istituzionale che è in grado di dare ulteriore indicazione di orientamento, quale il progetto delle Città amiche dei bambini/e, sempre dell'Unicef.

L'articolo 31 della "Convenzione Dei diritti dei bambini/e" stabilisce che tutti/e i bambini/e hanno il diritto di riposarsi, di giocare, di divertirsi, di esprimere la propria creatività e di partecipare alla vita artistica e culturale del luogo in cui vivono. Ad esso si associa l'articolo 23, in cui si definisce che il bambino/a disabile ha diritto ad una vita piena e decente, in condizioni che garantiscano la dignità, favorendo l'autonomia e la vita attiva nella sua comunità, avendo accesso all'educazione, alla formazione, alle cure sanitarie, alla riabilitazione, alla preparazione al lavoro, e alle attività ricreative.
E' nostra intenzione riuscire a definire un percorso preparatorio alla Festa e a costruire una Festa che risulti il più possibile nel segno dell'inclusione sociale; e come per gli altri anni anche nel segno della sostenibilità ambientale, che giova tanto alla creatività ed al protagonismo partecipativo, i quali scaturiscono fervidi dal "sano divertirsi con poco", coinvolgendo più generazioni tra loro e meticciando culture ludiche diverse. Quindi gioco e giocare inclusivo a tutto tondo, in cui le varie diversità devono trovare il loro posto all'interno di un prismatico pluralistico reciproco rispetto e riconoscimento.

Tante le ATTIVITA’ che sono state realizzate in questi cinque anni di vita del progetto, e si ravvisa come esse siano state ben documentate anno per anno su questo sito internet (navigando la voce del menù principale ARCHIVIO), permettendo con testi e con foto associate di meglio comprendere la natura complessa e la presa di coscienza di alcune caratteristiche del progetto stesso. Altro specchio di questo prisma è offerto nella pagina LOGO, in cui si rivela la sua ideazione grafica, il senso e di come questo logo sia ora in fase di ri-progettazione per meglio corridispondere all'esigenza di rappresentazione del tema dell'inclusione sociale delle varie diversità che sono spesso oggetto di discriminazione tanto nel gioco come nella vita.
In ultimo anche la scelta del TEMA di approfondimento contribuisce ad arricchire il panorama e le concezioni del diritto al gioco nella cornice dii diritti della Convenzione in una città amica delle bambine e dei bambini.

Con questo progetto si spera di contribuire ad interrompere quella continuità che è divenuta normalità consolidata dell'infanzia che vive in città, e che già negli anni '70 era stata così delineata da Bruno Bettheleim: ".. l'importanza del gioco nell'educazione e nella socializzazione dei bambini/e è stata, in questo secolo, contemporaneamente sia riconosciuta in teoria e sia negata nella pratica. Se da una parte si è infatti divenuti più consapevoli del significato psicologico del gioco spontaneo, non strutturato, dall’altra le esperienze di gioco libero concesse ai bambini/e appaiono sempre più ridotte. Le attività ludiche vengono sorvegliate e guidate e le giornate infantili vengono riempite da una così grande quantità di attività prefissate che ai bambini/e rimane molto poco tempo per giocare per conto proprio." (dal libro "Gioco e educazione", La Nuova Italia 1989)