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PRESENTAZIONE

Il Progetto della "Festa del diritto al gioco" di Ravenna, obiettivi, modalità festa del gioco - giocare con la cometa ingrandimento

Il Progetto della "Festa del diritto al gioco", che da cinque anni a questa parte trova sviluppo a Ravenna (avviato nel 2013), è frutto di una co-costruzione di rete, di un processo partecipativo che si avvia a settembre dell’anno precedente fino al maggio dell’anno successivo, realizzando percorsi di laboratorio vari in diversificati servizi educativi, nonchè eventi gratuiti e pubblici a promozione del Diritto al gioco in città (sia di carattere formativo e culturale che praticato), e da quest'anno anche nel forese.
Tutto ciò concorre gradualmente a definire i contenuti della Festa stessa, presa come culmine di un percorso che si conclude ad ogni fine maggio.
Quest'anno la Festa si è tenuta il 27 maggio 2018 (scarica cartolina promozionale e il Programma delle attività che - tra aprile e maggio 2018 - anticipano la Festa), al pomeriggio, presso il Parco Manifiorite - via Eraclea, chiudendo come consuetudine parte di questa strada per facilitare sia il gioco di strada e sia l'accesso al parco (vedi Isole non Zebre, la Campagna per priorizzare l'accesso al parco in maggiore sicurezza).
Ad oggi, questa co-costruzione del progetto è frutto di un Tavolo inter-associativo (che opera per scelte di indirizzo, fino a definire schemi di lavoro generali), e di un successivo tavolo allargato (per l'organizzazione e realizzazione della Festa).

festa del gioco a ravenna 2018 scarica la cartolina promozionale
comune di ravenna
ceas
concittadini

Ogni anno si elabora un Progetto generale (che si evolve nel tempo fino ad arrivare ad una forma definitiva quando siamo a ridosso di Pasqua) meglio raccontato alla pagina Attività, a cui associare un'immagine di sintesi o Mappa generale (ultima versione aggiornata al 08 giugno 2018) in formato A3 che mostra le azioni realizzate, e quanto è stato anche RIMANDATO all'anno scolastico nuovo.

Dall'edizione dell'anno scorso ci siamo sentiti piacevolmente riconosciuti e compiaciuti nel ricevere anche la compartecipazione alle spese da parte del Comune di Ravenna, Assessorato Pubblica Istruzione e Infanzia affiancato anche dall'Assessorato Ambiente Ufficio CEAS.
A questo ha contribuito a dare un piacevole twist alla nostra situazione economica un fondo accantonato dal primo premio vinto con l'adesione a ConCittadini 2017 (ed anche in anni più addietro si è vinto un secondo ed un terzo premio, più la stampa di un Quaderno ed un Calendario a colori), dell'Assemblea Legislativa Regionale dell'Emilia-Romagna.

Negli anni si sono venuti ad affinare gli obiettivi su cui il progetto punta l’attenzione:
- la sensibilizzazione al valore, cultura e pratica del Diritto al gioco (mirato all'inclusività sociale e praticato all'aperto, ricorrendo a "strumenti ludici" il più possibili orientati all'eco-sostenibilità ambientale ed al risparmio energetico);
- di protagonismo e partecipazione delle diverse fasce d’età (con bambini/e ed adolescenti riconosciuti nel loro legittimo contributo alla comunità, tanto nel prendere parte all'ideare che al realizzare);
- di promozione del confronto/conoscenza tra culture ludiche “altre” e locali (coniugando intercultura e memoria del territorio);
- di accessibilità ed inclusività ai luoghi di gioco, contribuendo a rimuovere gli "ostacoli al gioco inclusivo, libero e all'aperto", nonchè le barriere culturali e fisiche all'inclusività sociale, di qualunque sia la natura della "diversità" che viene chiamata in causa.

In primis, l’orizzonte culturale su cui ci si è sintonizzati, è quanto espresso dalla Convenzione UN dei diritti dei bambini/e ed adolescenti che, assieme al "Manifesto dei diritti naturali" di Gianfranco Zavalloni, disegnano lo sfondo su cui muoversi; nonché un documento locale che è frutto di un'indagine sugli “Ostacoli al gioco all'aperto”, così come sono stati definiti dai bambini/e. Vi è un altro strumento culturale ed istituzionale che è in grado di dare ulteriore indicazione di orientamento, quale il progetto delle "Città amiche dei bambini/e", sempre dell'Unicef.

L'articolo 31 della "Convenzione Dei diritti dei bambini/e" stabilisce che tutti/e i bambini/e hanno il diritto di riposarsi, di giocare, di divertirsi, di esprimere la propria creatività e di partecipare alla vita artistica e culturale del luogo in cui vivono. Ad esso si associa l'articolo 23, in cui si definisce che il bambino/a disabile ha diritto ad una vita piena e decente, in condizioni che garantiscano la dignità, favorendo l'autonomia e la vita attiva nella sua comunità, avendo accesso all'educaziocartellos tradale attenzione bambini Bertinorone, alla formazione, alle cure sanitarie, alla riabilitazione, alla preparazione al lavoro, e alle attività ricreative.
E' nostra intenzione riuscire a definire un percorso preparatorio alla Festa e a costruire una Festa che risulti il più possibile nel segno dell'inclusione sociale; e come per gli altri anni anche nel segno della sostenibilità ambientale, che giova tanto alla creatività ed al protagonismo partecipativo, i quali scaturiscono fervidi dal "sano divertirsi con poco", coinvolgendo più generazioni tra loro e meticciando culture ludiche diverse. Quindi gioco e giocare inclusivo a tutto tondo, in cui le varie diversità devono trovare il loro posto all'interno di un prismatico, pluralistico, reciproco rispetto e riconoscimento.

Tante le ATTIVITA’ che sono state realizzate in questi cinque anni di vita del progetto (a partire dal maggio 2013); tra loro distinguibili in attività "a preparazione" della Festa (organizzative, laboratoriali sui diritti, di costruzione delle risorse ludiche) e "attività pubbliche" realizzate prima e durante la Festa (animazione urbana, culturali e formative) e "la Festa", come culmine di un processo partecipato.
Si ravvisa come esse siano state ben documentate anno dopo anno su questo sito internet (navigando alla voce del menù principale vedere l'ARCHIVIO), permettendo con testi e con foto associate, di meglio comprendere la natura complessa e la presa di coscienza di alcune caratteristiche del progetto stesso. Altro specchio di questo prisma che mantiene una sua alta dinamicità, è offerto nella pagina LOGO, in cui si rivela la sua ideazione grafica, il senso e di come questo logo sia ora in fase di ri-progettazione per meglio corrispondere all'esigenza di play priority arearappresentazione del tema dell'inclusione sociale delle varie diversità, che sono spesso oggetto di discriminazione tanto nelle situazioni di gioco come nella vita.
In ultimo anche la scelta del TEMA di approfondimento contribuisce ad arricchire il panorama e le concezioni del diritto al gioco nella cornice dei diritti della Convenzione in una Città amica delle bambine e dei bambini.

Con questo progetto si spera di contribuire ad interrompere quella continuità che è divenuta normalità consolidata dell'infanzia che vive in città, e che già negli anni '70 era stata così delineata da Bruno Bettheleim: ".. l'importanza del gioco nell'educazione e nella socializzazione dei bambini/e è stata, in questo secolo, contemporaneamente sia riconosciuta in teoria e sia negata nella pratica. Se da una parte si è infatti divenuti più consapevoli del significato psicologico del gioco spontaneo, non strutturato, dall’altra le esperienze di gioco libero concesse ai bambini/e appaiono sempre più ridotte. Le attività ludiche vengono sorvegliate e guidate e le giornate infantili vengono riempite da una così grande quantità di attività prefissate che ai bambini/e rimane molto poco tempo per giocare per conto proprio." (dal libro "Gioco e educazione", La Nuova Italia 1989)

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Graffity : By Banksy a Los Angeles ingrandimento